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Tutto quello che devi sapere prima di dotare la tua impresa di un Codice Etico

05-codice-eticoSempre più spesso le grandi multinazionali del Fashion, siano esse del settore lusso o meno, richiedono ai propri fornitori e subfornitori di allinearsi a determinati standard di responsabilità sociale.

La ragione di questa richiesta è evidente: una condotta non etica o contraria ai principi della Responsabilità sociale può costare caro in termini di danno all’immagine che l’azienda potrebbe subire.

Un rischio del genere deve necessariamente essere ridotto al minimo da tali imprese. Ecco che allora, diventano sempre più comuni i contratti da queste imposti ai propri fornitori che, prima ancora di imporre clausole giuridiche, sanciscono doveri di probità e buona condotta.

Ma tu, in qualità di fornitore o contoterzista, che produci o effettui una parte delle lavorazioni, per i grandi nomi della moda Italiana ed internazionale, come deve comportarti in concreto? Come puoi garantire al tuo cliente che rispetterai il suo Codice di buona condotta?

Il problema in questi casi è dato dal fatto che, molto spesso, non hai alcun potere contrattuale per chiedere l’eliminazione di clausole scomode. In altri termini, non puoi far eliminare quelle clausole che fanno ricadere su di te la responsabilità per il comportamento non conforme dei tuoi dipendenti, collaboratori, subfornitori, organi sociali ecc.

L’unica soluzione percorribile dunque, è quella di trovare un metodo in grado di assicurare la massima probità della condotta, non soltanto tua, ma di tutti i tuoi dipendenti e collaboratori. Solo in questo modo sarai in grado di mettere a riparo la tua azienda dal rischio che il tuo maggior cliente, non intrattenga più rapporti commerciali con te per violazione delle regole di condotta dallo stesso imposte o peggio, che ti richieda una qualche forma di risarcimento del danno all’immagine arrecato dalla condotta di un tuo dipendente infedele.

Questo tipo di risultato si può ottenere, senza un eccessivo dispendio di risorse, mediante l’adozione di un Codice etico. Il Codice etico è il documento che racchiude i principi generali e le norme di comportamento che danno attuazione alle politiche sociali d’impresa.

Non si tratta di una mera dichiarazione d’intenti, ma di una espressione dei principi di deontologia aziendale, che la tua impresa decide di riconoscere come propri e sui quali richiama all’osservanza tutti i dipendenti, collaboratori, contoterzisti, e altri soggetti terzi che con la stessa entrano in contatto.

 1. Come strutturare adeguatamente un Codice Etico?

Il Codice etico dovrà suddividersi in due parti:

  1. a) principi etici generali
  2. b) norme di comportamento.

I primi costituiscono dei principi ai quali la tua impresa dovrà richiamarsi nello svolgimento della propria attività (es. legalità, imparzialità, onestà, integrità, tutela dell’ambiente, tutela dei lavoratori etc); mentre le seconde costituiscono delle regole alle quali i destinatari del Codice dovranno attenersi (es. correttezza e trasparenza nei rapporti con gli stakeholders, riservatezza nel trattamento dei dati personali, tutela della proprietà intellettuale e del know how interno e concesso da terzi, corretta gestione ed utilizzo dei sistemi informatici ecc.).

2. Come garantire l’effettivo rispetto del Codice etico?

Come puoi facilmente intuire, un sistema di principi e norme non può essere efficacemente attuato senza la previsione di una sanzione per il caso di sua violazione.

Questa sanzione di regola presuppone l’esistenza di un sistema disciplinare e di un soggetto deputato all’applicazione della sanzione stessa.

Si apre dunque un problema, quale è il soggetto, interno all’azienda, a cui affidare l’arduo compito di sanzionare le condotte contrarie alle norme di condotta?

Secondo qualcuno questo ruolo dovrebbe spettare, in assenza di altri soggetti più adeguati, allo stesso Organo Dirigente (es. amministratore unico, Consiglio di Amministrazione).

Questa soluzione però non convince: come potrebbero essere gestiti gli illeciti commessi dall’Organo Dirigente stesso? In altri termini: chi controllerebbe il controllore?

In questo caso, il rischio sarebbe quello di lasciare impuniti, dal punto di vista aziendale, i responsabili di fatti contrari al Codice etico… vanificando il senso dello stesso.

3. Proposte concrete per un’efficace applicazione del Codice Etico

Per garantire in concreto il rispetto delle norme di condotta previste dal Codice Etico, possiamo suggerire due strade alternative:

  1. La prima, presuppone che l’azienda si doti o si sia già dotata di un Modello di Organizzazione e gestione ai sensi del D.Lgs. 231/2001 ed affidi il compito di vigilare e sanzionare l’eventuale violazione del Codice, all’Organismo di Vigilanza;
  2. La seconda impone invece di istituire un Comitato Etico, ovvero un organismo che si occupi di controllare l’effettivo rispetto del Codice e di segnalare eventuali comportamenti contrari ai principi e alle norme di comportamento ivi contenuti.

In questo secondo caso, la segnalazione dell’illecito dovrà essere comunicata all’Organo Dirigente, per le violazioni da parte dei dipendenti, collaboratori e/o società esterne. Nel caso in cui il comportamento da sanzionare sia stato posto in essere dall’Organo Dirigente, la segnalazione andrà effettuata all’assemblea dei soci, affinché prenda gli opportuni provvedimenti nei confronti degli amministratori “infedeli”.

Per quanto riguarda la composizione del Comitato Etico, potrai sceglierla liberamente, sulla base dell’organizzazione, della grandezza e della capillarità sul territorio della tua impresa. L’importante è che la formula che adotti sia la più idonea ad assicurare l’efficace attuazione di quanto previsto nel Codice. Ti consigliamo a questo proposito, che il Comitato Etico sia almeno in parte costituito da soggetti esterni all’impresa, in modo tale da garantire l’indipendenza del medesimo rispetto alla stessa.

Se desideri visionare:

– alcuni principi generali da inserire all’interno del Codice etico, clicca qui

– alcune norme di comportamento da inserire all’interno del Codice etico, clicca qui

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